DESCRIZIONE

La chiesa e il monastero di Santa Maria degli Angeli nacquero grazie all’iniziativa del Beato Bernardino Tomitano, predicatore francescano feltrino che, nel 1489, ottenne da Papa Innocenzo VIII l’autorizzazione a fondare un nuovo monastero femminile dell’Ordine di Santa Chiara. La prima pietra venne posata nel 1492 e il complesso fu completato nel 1504. Nello stesso anno arrivarono da Mantova le prime quattro monache clarisse, che diedero vita alla nuova comunità religiosa.

Nei primi anni del Cinquecento il monastero fu duramente colpito dagli eventi della Guerra della Lega di Cambrai. Nel 1510 le truppe imperiali incendiarono il convento e le religiose furono costrette a rifugiarsi a Venezia, facendo ritorno a Feltre solo alcuni anni più tardi. Nel corso dei secoli il complesso superò incendi, alluvioni e altre calamità, fino alle soppressioni napoleoniche del 1806, quando il monastero venne chiuso e trasformato in caserma. Nella seconda metà dell’Ottocento la chiesa fu rinnovata secondo il gusto neoclassico, conservando però la facciata rinascimentale con il portale cinquecentesco e l‘affresco della Madonna degli Angeli, attribuito a Marco da Mel.

Oggi Santa Maria degli Angeli rappresenta una preziosa testimonianza della presenza francescana a Feltre e della storia religiosa della città.

OPERE D’ARTE

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli custodisce uno dei patrimoni artistici più importanti del territorio feltrino, con opere che spaziano dal Rinascimento al Settecento. 

Tra i capolavori più significativi si distingue la pala dell’Alluvione del Colmeda di Jacopo Bassano, realizzata dopo la devastante piena del 1564. L’opera unisce il tradizionale soggetto sacro con una sorprendente rappresentazione del paesaggio sconvolto dall’alluvione, offrendo una rara testimonianza pittorica di un evento realmente accaduto. Di grande pregio è anche l’Ecce Agnus Dei di Cesare Vecellio, dipinto nel 1581, nel quale San Giovanni Battista indica Cristo secondo la tradizione iconografica veneziana del Cinquecento. La chiesa conserva inoltre importanti opere di Pietro Marascalchi, tra cui la monumentale Madonna con il Bambino in trono affiancata da due pannelli attribuiti a Lorenzo Luzzo, detto Morto da Feltre, raffiguranti San Francesco e il Beato Bernardino Tomitano. Questi dipinti, appartenenti probabilmente a un polittico oggi perduto, sono considerati tra le prime opere conosciute del pittore feltrino e rappresentano una preziosa testimonianza degli esordi di uno dei protagonisti della pittura veneta del primo Cinquecento.

Nella suggestiva Cappella delle Monache è conservata la pala della Madonna degli Angeli di Girolamo Turro, realizzata nella prima metà del Settecento. L’opera raffigura la Vergine circondata da angeli e santi francescani. In questa cappella si trovava anche la Cattedra della Badessa, raffinato esempio di intaglio ligneo seicentesco, oggi conservata presso il Museo Diocesano di Feltre

CURIOSITA’

Tra le opere più care alla devozione popolare si trova il piccolo Cristo Portacroce, custodito nella chiesa da oltre cinque secoli. Secondo la tradizione, l’immagine apparve miracolosamente alle monache il 6 agosto 1509, durante uno dei momenti più drammatici della storia di Feltre. Alla sua intercessione vennero attribuite la salvezza del monastero durante la Guerra della Lega di Cambrai, la protezione dalle alluvioni e la sopravvivenza a diversi incendi.

Tra gli elementi più sorprendenti della chiesa vi sono le moderne vetrate realizzate tra il 1987 e il 1992 dall’artista fiammingo Raph Huet. Le opere illustrano alcuni episodi della vita del Beato Bernardino Tomitano e della storia del monastero, creando un affascinante dialogo tra arte contemporanea e architettura rinascimentale.

icona orologio

ORARIO

ORARIO APERTURA e VISITE GRATUITE

L’ultima domenica di Luglio, Agosto e Settembre | 16:00 – 19:00

Oppure al di fuori degli orari di apertura solo per gruppi SU PRENOTAZIONE con offerta libera.

 

 
 
 
icona €-02

BIGLIETTO

INGRESSO GRATUITO

Scopri gli altri siti